ADRENDIPITY #1/2015

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ADRENALINA AL WOODPECKER

Adrenalina è un mondo a parte. Una storia aziendale di fine anni ’80 nata dalla voglia di creare imbottiti fuori dagli schemi, che ricordassero solo vagamente le tradizionali poltrone e divani che ognuno di noi ha archiviato, nel proprio immaginario, come oggetti sui quali sedersi.

Nell’anno in cui avevamo già deciso di portare Adrenalina fuori dai tradizionali set fotografici, per il design Adrenalina si cercava un luogo non luogo, un posto fuori dal mondo, una location che potesse essere diversa da tutte le altre, dove i prodotti potessero vivere di vita propria.

Il Woodpecker era perfetto!
L’atmosfera di abbandono, la presenza forte di di architettura ed arte che ancora pulsano nel cuore della natura selvaggia ci sono piaciuti.

L’avventura del Woodpecker non si può raccontare se non attraverso le immagini di una giornata veramente fuori dal comune, trascorsa a trasportare e collocare oggetti di design in una discoteca abbandonata dagli anni ’70, invasa dall’acqua piovana emersa dalle falde acquifere fino a ricoprire completamente tutti i camminatoi e le piste da ballo in prezioso marmo giallo ormai intaccate da muschi e licheni.

Un gioco di luci e colori impossibile da catturare nello spazio limitato di un obiettivo, un silenzio ridondante rotto solamente dal gracidare delle rane: inimmaginabile l’assenza di spazio e di tempo che per un giorno ci ha trasportati lontani dalla realtà. Un backstage senza precedenti, un servizio fotografico che resterà indelebile nelle nostre menti.

Improvvisamente le poltrone ed i divani Adrenalina sono diventati oggetti galleggianti, i cui colori forti emergevano dalle acque di quella che fu una pista da ballo.

Emozionante e forte la presenza dei graffiti di Blu, perfettamente in sintonia con l’indole metropolitana del design Adrenalina; perfetta la struttura architettonica unica al mondo firmata dall’Architetto Filippo Monti; inimitabile e futuristica la presenza delle collezioni Adrenalina, che hanno trovato una collocazione a loro perfettamente congeniale.

ADRENALINA at the WOODPECKER

Adrenalina is a world apart. A corporate story that started in the late ’80s from the desire to create upholstered chairs and sofas out of the box, which could only vaguely remind you of the traditional armchairs and sofas that everyone’s imagination had filed under “objects on which you sit”.
Long ago we decided to take Adrenalina out of traditional photo settings and to find some sort of a non-place, a place outside the world, a location that could be unlike any other, where our creations could live a life of their own. We had already used old, empty dilapidated factories, and last summer our photographer mentioned the Woodpecker.
The Woodpecker was perfect! We liked the atmosphere that years of neglect had created and the strong presence of architecture and art that still pulsated in the heart of the wilderness.
Adrenalina’s adventure at the Woodpecker cannot be told but through the images of a day that was really out of the ordinary, a day that was spent carrying and positioning upholstered designer items in a nightclub that has been abandoned since the 70s, whose walkways and dance floors made of precious yellow marble that is now attacked by moss and lichens are flooded by rain water emerged from aquifers.
Nonetheless, the game that light and color play cannot be captured by the limited range of a camera lens. A redundant silence broken only by the croaking of frogs, the unimaginable absence of space and time for one day stole us away from reality.
Suddenly Adrenalina armchairs and sofas had become floating objects, whose strong colors emerged from the waters covering what was once a dance floor.
The graffiti that Blu drew under the Woodpecker dome were an exciting and strong presence, right in tune with the personality of Adrenalina’s underground design. The unique architectural structure signed by Filippo Monti was exactly the setting we were looking for to host the futuristic Adrenalina collections. Adrenalina and the Woodpecker were decidedly a congenial match.

 

 

WOODPECKER_LA STORIA

Il Woodpecker, progettato nel 1967 e realizzato nel 1968 per Gherardo De Maria dall’architetto faentino Filippo Monti, tra Milano Marittima e Lido di Savio, è una fantastica cupola ad ombrello in vetroresina, sostenuta da tubolari in ferro rivestiti di alluminio, e collocata su una base circolare in cemento armato collegata ad una piattaforma a stella a sei punte – “o, meglio, con la forma di una ragnatela che sembra galleggiare in equilibrio instabile fissata, come sembra, al solo argine”– rivestita del bellissimo marmo giallo di Siena, che disegna, nel perimetro circolare del bordo del terreno, dei laghetti artificiali semicircolari. Per gli anni ’60 era una struttura sperimentale, tanto è vero che la costruzione fu affidata a un’impresa costruttrice di barche e fu montata in soli due giorni.

WOODPECKER_HISTORY

The Woodpecker, designed in 1967 and built in 1968 between Milano Marittima and Lido di Savio by architect Filippo Monti for Gherardo De Maria, is a fantastic fiberglass dome shaped like an umbrella, sustained by tubular aluminum-covered iron supports. This stands on a circular base made of concrete and connected to a platform shaped like a six-pointed star – “or, rather, with the shape of a web that seems to float precariously fastened only to one bank” – covered with beautiful yellow Siena marble, which draws semi-circular ponds in the circular perimeter marked by the edge of the land. For the 1960s it was an experimental structure, so much that the construction was entrusted to a boatwright and was built in just two days.

 

 

WOODPECKER_OGGI

È un luogo a metà tra l’aperto e il chiuso, in totale continuità con l’esterno attraverso archi aperti sull’intero perimetro. Il materiale di cui è costituita è traslucido e garantisce una luminosità diffusa all’interno. Ora, abbandonata dagli anni ‘70, è decorata dalle enormi figure dello street artist di fama mondiale Blu, inserito dal “The Guardian” tra i dieci migliori writer al mondo, che ne ha dipinto l’interno con un girotondo surreale di esseri viventi a metà tra macchine e animali.

WOODPECKER_NOW

It’s a place halfway between an open space and a indoor space, in total continuity with the outside through open arches on the entire perimeter. The material of which it is made is translucent and provides a diffuse brightness inside. Abandoned since the 1970s, now it is decorated with huge figures painted by Blu, the world famous street artist that “The Guardian” lists among the ten best graphiti artists in the world, who painted the interior with a surreal circle of living beings, hybrids between cars and animals.